Newsletter del 20/03/2015
Svimez/Nel 2013 coperto il 53,5% del fabbisogno standard delle regioni meridionali Trasferimenti ai Comuni, Campania cenerentola Solo 162 euro pro capite: il 65% in meno di quanto necessario per coprire il fabbisogno (356 euro). Aumenta la pressione fiscale locale, arrivata al 2,48% nel Mezzogiorno contro l’1,69% del Centro-Nord (46,7% in più).
Dallo Stato solo il 35% del fabbisogno per i Comuni campani
Ismea-Unioncamere/Il bilancio del settore primario (2014) evidenzia il calo del valore aggiunto (-2,2%). Agroalimentare, l’export frena ma è con il segno più L’incremento è stato del 2,4% per un valore di 34,3 miliardi di euro. La dinamica (anche se più contenuta rispetto al +5% del 2013) risulta lievemente più accelerata rispetto al risultato complessivo su scala nazionale (+2%, Istat).
Nel 2014 cala del 2,2% il valore aggiunto del settore primario
Condizionato negativamente dal fattore climatico, il 2014 del comparto agricolo è stato un anno caratterizzato da luci ed ombre che, in particolare, hanno inciso negativamente sul valore aggiunto del settore, in calo del 2,2%. Ma, verosimilmente, ci si attende un 2015 in crescita, con una previsione di incremento della produttività media rispetto all’anno appena trascorso. A fare il punto sulla congiuntura del settore primario nazionale il Flash Update di AgrOsserva “Speciale bilancio 2014”, curato da Ismea e Unioncamere. [continua]
L’analisi tecnica delle dinamiche introdotte dal “Jobs Act” varato dal Governo Renzi Assumere a tempo indeterminato? Ora conviene Alla prova dei numeri il contratto a tutele crescenti (insieme con lo sgravio contributivo) si rivela molto vantaggioso.
Col Jobs Act contratto a tutele crescenti più conveniente
E’ giunto il momento di mettere alla prova la prima parte della riforma del lavoro, il Jobs Act, per vedere se effettivamente si è intrapresa la strada giusta. Sappiamo che tutte le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015 godono, nel rispetto dei requisiti previsti, dello sgravio contributivo per 3 anni fino a € 8.060; inoltre, ai contratti stipulati da marzo 2015 si applica la c.d. “Tutela Crescente” ossia quell’insieme di norme che offrono all’azienda maggiore certezza sugli esiti di un eventuale contenzioso relativo al licenziamento del lavoratore, in particolare nei casi di licenziamento per motivi economici dove è stata eliminata la reintegra nel posto di lavoro all’interno delle aziende con più di 15 dipendenti. È noto che la stipula di contratti a tempo determinato, la forma più utilizzata per evitare di appesantire il bilancio aziendale con i costi derivanti da un contratto a tempo indeterminato in periodi di grande incertezza produttiva, prevede il versamento dell’addizionale dell’1,4% mensile che si aggiunge alla normale aliquota contributiva. [continua]
Studio della Coldiretti/Le dinamiche della spesa nel periodo della crisi economica La spending review delle famiglie colpisce la qualità in tavola “Il crollo più pesante ha riguardato l’olio di oliva con acquisti in calo del 25 per cento. Contrazione del 7% per frutta e verdura fresca: consumi per persona fermi nel 2014 a poco più di 130 chili all’anno (non più di 360 grammi al giorno rispetto ai 400 gr consigliati dall’Oms)”.
Circa seicento imprese coinvolte, nove convegni, focus su quattordici manifestazioni fieristiche. Expo 2015, la lezione emiliana Mentre si stenta a ravvisare una visione strategica per promuovere la Campania sulla ribalta internazionale, altri territori mettono in campo iniziative integrate con l’obiettivo di attivare accordi commerciali ed importanti ricadute in termini di flussi turistici.