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ICEA - Istituto Certificazione Etica e Ambientale

  • I risultati dello studio (marzo 2017) realizzato da Cribis, società del Gruppo Crif  specializzata nelle business information.Pagamenti PA? Troppi ritardi Solo il 23,6% salda puntualmente i fornitori, contro la media delle imprese italiane del 35,6%. La gestione disastrosa delle Asl. Il Nord più virtuoso del Sud.

    La conferma arriva puntuale dallo studio (aggiornato a fine marzo 2017) realizzato da Cribis - società del Gruppo Crif specializzata nelle business information - che ha analizzato le abitudini di pagamento delle imprese impegnate nel settore della Pubblica Amministrazione. In Italia le aziende oltre che incappare nelle difficoltà derivanti dai debiti, possono trovarsi impelagate nella palude della scarsa corresponsione dei crediti da parte della filiere delle Pubbliche Amministrazioni. “Nel primo trimestre del 2017 - si legge in una nota di sintesi dello studio di Cribis - solamente il 23,6% delle aziende della Pubblica Amministrazione ha saldato alla scadenza i propri debiti economici con i fornitori. Una performance nettamente inferiore rispetto alla media delle imprese italiane, che è risultata pari al 35,6%”. Per quanto riguarda invece i ritardi gravi - uno dei principali indicatori dello stato di salute di un’impresa -  “il 24% paga con oltre un mese di ritardo, il doppio rispetto alla media nazionale, pari al 12%. Dunque meno di un’impresa su quattro della PA rispetta abitualmente i termini di pagamento prestabiliti, mentre un altro quarto delle aziende fatica a saldare i debiti, performance non positive rispetto alla media degli altri settori italiani”.
    L’imbuto/Sanità.
    Se si paragonano le perfomance attuali nei pagamenti con quelle del 2010, “il confronto mette in mostra i problemi che la PA ha nel saldo delle fatture nei confronti dei fornitori. Se da un lato sono cresciute di 12,1 punti percentuali le aziende della PA che pagano puntualmente, dall’altro sono aumentate anche quelle con ritardi gravi, passate dal 20,0% del 2010 all’attuale 24%”.
    “All’interno di questo scenario il dato che stupisce in negativo - scrive Cribis - è quello relativo ai pagamenti nel settore della sanità e delle Asl, che ha una quota di pagatori puntuali sostanzialmente nulla. Il 44,6%, invece, salda entro il mese di ritardo, mentre il restante 55,4% delle aziende della sanità paga generalmente con grande ritardo”.
    Le Asl e più in generale il comparto della Sanità hanno registrato “il crollo della puntualità nei pagamenti nel corso degli ultimi sette anni. Nel 2010 i pagamenti alla scadenza erano comunque bassi, pari al 4,8% del totale, mentre le aziende della PA con ritardi gravi erano il 49,7%; ora sono il 55,4%”.
    I ritardi nei territori.
    A livello territoriale “è il Nord Ovest l’area più virtuosa: il 28,2% salda abitualmente alla scadenza le fatture, mentre il 19% oltre il mese di ritardo dai termini prestabiliti. Performance leggermente inferiori per la Pubblica Amministrazione del Nord Est, che è meno puntuale (24%) ma anche meno ritardataria (14,2%). Situazione diametralmente opposta per il Sud e le isole, dove i ritardi gravi sono pari al 39,3% del totale”.
    Gli Enti Territoriali.
    “Situazione leggermente migliore per gli Enti Territoriali, virtuosi nel 14,8% dei casi. Gli Enti territoriali che pagano entro il mese di ritardo sono invece pari al 57,2%, i ritardi gravi sono il 28%”.
    L’analisi di Cribis.
    “La PA – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di Cribis – è un settore strategico per le imprese italiane, essendo destinataria di una grande quantità di beni e servizi. Purtroppo i dati emersi dal nostro Osservatorio mettono in evidenza le grandi difficoltà di questo settore che vanno ad impattare negativamente sulle imprese fornitrici che non vedono rientrare i propri crediti nei tempi prestabiliti. Si crea dunque un effetto domino che va a coinvolgere tutta la filiera, che rischia di non avere disponibilità di cassa per pagare a sua volta i propri fornitori. Il dato che più preoccupa in relazione ai pagamenti della PA è quello relativo ai ritardi gravi: ben un’impresa su quattro della PA salda i propri debiti con i fornitori oltre il mese di ritardo, il doppio rispetto alla media nazionale. E non è tutto. Il settore della Sanità e delle Asl ha delle performance preoccupanti: le realtà che pagano abitualmente nei termini prestabiliti sono praticamente nulle, mentre quelle che pagano con ritardi gravi colpiscono un’impresa su due. Segnali chiari di un comparto strategico in forte crisi. C’è dunque molto da lavorare per migliorare la puntualità dei pagamenti di questo settore”
    (Fonte: crif.it/ 17.05.2017)


    Imprese in difficoltà per le inadempienze delle P.A.
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La laurea? Non basta
22/09/2017

thumbnail-small-1.jpgQuesto articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.

di P. Coccorese

ed E. Pappalardo

Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare.  [Continua]

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    Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
    07/07/2017

    Lo scenario.

    Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]


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