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ICEA - Istituto Certificazione Etica e Ambientale

  • Il piano del Ministero prevede investimenti per complessivi 120 milioni di euro.Bevete più latte, ma latte fresco E’ partita la campagna promossa dal Mipaaf insieme con le organizzazioni di rappresentanza, le cooperative, le industrie del comparto e la Gdo. Testimonial Carlo Cracco, Cristina Parodi, Demetrio Albertini e Giorgio Calabrese. E sui social network lanciato l'hashtag #oradellatte.

    E’ partita nei giorni scorsi la campagna istituzionale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per la promozione e la valorizzazione del latte fresco. L'iniziativa si inserisce nel piano di azioni strategiche messe a punto dal Ministero, in collaborazione con le organizzazioni agricole, le cooperative, l'industria e la Grande Distribuzione Organizzata, a sostegno del comparto lattiero caseario in una fase delicata come quella determinata dalla fine del regime europeo delle quote latte.
    L'hashtag: #oradellatte.
    L'obiettivo è favorire il consumo di questo alimento, promuovendo la conoscenza delle sue qualità nutrizionali e organolettiche. I testimonial sono Carlo Cracco, Cristina Parodi, Demetrio Albertini e Giorgio Calabrese. Lo spot sarà accompagnato anche da una campagna pubblicitaria su tutto il territorio nazionale e sui social network con l'hashtag #oradellatte
    Martina: “Campagna per rilanciare un prodotto della nostra tradizione alimentare”.
    "Scegliere la qualità del latte fresco – ha affermato il Ministro Maurizio Martina - per i consumatori di ogni età vuol dire saper riconoscere e apprezzare tutto ciò che c'è dietro: l'impegno di chi lavora nella filiera, ma anche le sue proprietà nutritive. Per questo abbiamo voluto fortemente una campagna istituzionale per rilanciare i consumi di questo prodotto che fa parte della nostra tradizione alimentare. I consumatori potranno così aiutare sempre di più gli allevatori italiani ad uscire da una crisi strutturale, che vede tante aziende in sofferenza. Bere latte fresco, oggi, assume un significato ancora più importante".  
    Le azioni del Mipaaf a sostegno del settore lattiero caseario.
    Il piano del Ministero a sostegno del settore lattiero caseario prevede investimenti per 120 milioni di euro. In questo modo l'Italia si colloca tra i primi Paesi in Europa per investimenti in questa tipologia di interventi. Sono stati stanziati, infatti, 32 milioni per l'aumento della compensazione Iva al 10% per il latte venduto alla stalla ed è stato attivato il “fondo/latte”per ristrutturare i debiti e potenziare la moratoria dei mutui bancari ottenuta con l’Abi dai produttori. Altri 25 milioni di euro sono stati utilizzati per il sostegno diretto agli allevatori e 10 milioni sono stati investiti per l'acquisto di latte crudo da trasformare in Uht e destinare agli indigenti. Sul fronte europeo, infine, c'è l'impegno, insieme con Francia, Spagna e Germania, per costruire soluzioni a partire dal finanziamento Ue della riduzione volontaria dell'offerta e per una Ocm Latte.
    (Fonte: politicheagricole.it/26.05.16)


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La laurea? Non basta
22/09/2017

thumbnail-small-1.jpgQuesto articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.

di P. Coccorese

ed E. Pappalardo

Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare.  [Continua]

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    Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
    07/07/2017

    Lo scenario.

    Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]


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