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Confartigianato/L’analisi delle dinamiche del comparto turistico alla vigilia dell’esodo estivo.Vacanze con la spending review Il 24% dichiara che la crisi non influisce sui programmi inerenti le prossime settimane. Il 28% si concederà un periodo di riposo, ma con un budget ridotto; il 13% non andrà in ferie; il 12% accorcerà la durata e l’8% cambierà settimana per risparmiare.
La crisi “pesa” ancora in maniera consistente sulle ferie delle famiglie. Secondo una rilevazione di Confartigianato, le prossime vacanze degli italiani risentiranno delle incertezze della fase economica e della carenza di occupazione. Tanto che soltanto il 24% dei nostri connazionali dichiara che la crisi non influisce sui programmi inerenti le prossime settimane. Nel dettaglio, il 28% degli italiani andrà in vacanza ma spenderà meno, il 13% non andrà in vacanza, il 12% cambierà la durata delle ferie e l’8% sceglierà un periodo diverso da quello consueto.
Il 52% delle famiglie italiane trascorrerà vacanza 2015 in Italia.
Relativamente alla destinazione, il 52% delle famiglie italiane progetta di trascorrere la vacanza principale del 2015 in Italia, il 19% pensa di visitare un Paese dell’Europa a 28 e il 15% è intenzionata a organizzare un viaggio al di fuori dell’Unione europea. I siti Internet sono la fonte di informazione più gettonata per organizzare le vacanze: lo scorso anno l’ha utilizzata il 55% dei turisti italiani.
In crescita i visitatori stranieri.
Crescono i visitatori stranieri in Italia che, tra giugno 2014 e marzo 2015, raggiungono il 49,6% (+1,8% annuo) delle presenze turistiche nel nostro Paese. In calo dello 0,5%, invece, le presenze degli italiani. Questi i principali risultati della rilevazione, effettuata alla vigilia dell’esodo estivo da Confartigianato, relativa all’andamento dei flussi turistici ed al peso della crisi sulle vacanze degli italiani.
Italia al 2° posto in Ue per turisti stranieri ospitati nello scorso anno.
Tra giugno 2014 e marzo 2015 – ha rilevato Confartigianato - in Italia si sono registrate 378,3 milioni di presenze turistiche, con una crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Per quasi la metà (49,6%) si tratta di visitatori provenienti dall’estero. Una percentuale che colloca il nostro Paese al 2° posto nell’Ue, dopo la Spagna, per la quota di turisti stranieri ospitati lo scorso anno.
In estate Belpaese al top in Ue per presenze turistiche. E’ il Veneto la regione più visitata.
E’ dell’Italia, comunque, il primato tra i Paesi europei per le presenze turistiche concentrate nei 4 mesi estivi da giugno a settembre 2014: il 16,1% del totale Ue, davanti a Francia (15,9%) e Spagna (14,3%). Nella classifica delle regioni che hanno visto la maggiore presenza turistica il primo posto spetta al Veneto (16,3% del totale), seguito dal Trentino Alto Adige (11,8%), dalla Toscana (11,3%) e dall’Emilia Romagna (9,7%). Le città più visitate sono Venezia (9% del totale delle presenze turistiche), Bolzano (7,7%), Roma (6,8%), Rimini (4,1%).A favorire l’afflusso turistico estero in Italia è anche il cambio favorevole di alcune valute extra Ue rispetto all’euro. I più favoriti sono gli statunitensi, gli inglesi, gli svizzeri. Penalizzati invece i russi e i brasiliani.
Fumagalli (Confartigianato): “Crescita turisti stranieri buona notizia per attività imprenditoriali connesse al turismo”.
“La crescita di turisti stranieri – ha sottolineato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli – è un buon segnale per le attività imprenditoriali connesse al turismo, tra le quali operano 212.691 imprese artigiane, con una larga prevalenza dei settori dell’abbigliamento-calzature, agroalimentare e trasporti. Dobbiamo mantenere la posizioni sul fronte dell’attrattività turistica. Per questo vanno intensificati gli sforzi per rilanciare lo sviluppo, rinvigorire i consumi delle famiglie, restituire competitività alla nostra offerta turistica e valorizzare le eccellenze del made in Italy che ci hanno resi famosi nel mondo: manifattura, ambiente e cultura”.
(Fonte: confartigianato.it/18.07.15)
Glocal di Ernesto Pappalardo
La laurea? Non basta
22/09/2017
Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.
di P. Coccorese
ed E. Pappalardo
Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare. [Continua]
Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
07/07/2017
Lo scenario.
Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]
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