Approfondimenti
Le opportunità per attivare interventi di ampio respiro nelle regioni del Mezzogiorno.Contratti di Sviluppo: nuova finestra L’appuntamento è per il prossimo 10 giugno: a partire dalle ore 12.00 sarà possibile presentare le domande di accesso attraverso la piattaforma on-line resa disponibile da Invitalia. L’investimento minimo previsto è pari a 20milioni di euro.
di Antonio Viviano*
In un contesto economico sempre più dinamico e competitivo, diventa fondamentale per l’impresa la capacità di reperire e gestire le risorse finanziarie attraverso la selezione delle migliori strategie da applicare per una corretta gestione di una delle variabili che influenza direttamente la performance economica e reddituale dell’impresa. La finanza agevolata rappresenta uno strumento importante per fare fronte alle esigenze sia di lungo che di breve periodo attraverso il ricorso alle misure economiche previste dalle normative vigenti. Si inserisce in questo quadro l’appuntamento del 10 giugno: a partire dalle ore 12:00 sarà possibile presentare le domande di accesso ai “Contratti di Sviluppo” attraverso la piattaforma on-line messa a disposizione da Invitalia. Un’opportunità da cogliere per le aziende che investono e credono nel futuro: il Contratto di Sviluppo favorisce la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni nel campo del settore industriale, turismo e tutela ambientale.
I destinatari dell’agevolazione sono le imprese, italiane ed estere, che promuovono un progetto d’investimento, eventualmente unito ad un progetto di ricerca, innovazione e sviluppo, nelle aree previste dalla Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale. L’investimento minimo previsto è pari a 20milioni di Euro, di cui un contributo a fondo perduto in conto impianti e alla spesa, un finanziamento agevolato e un contributo in conto interessi.
Nel settore Industriale vengono finanziati i progetti nel manifatturiero, estrazioni, trasporti e fornitura di energia, nonché alcune attività di gestione di rifiuti e risanamento; sono inserite anche alcune attività di servizi come i call-center e la vigilanza privata.
Nel Turismo sono agevolati i comparti della ricettività e le attività integrative nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico.
Per la Tutela Ambientale il contratto di sviluppo finanzia progetti volti allo sviluppo dei livelli di tutela ambientale oltre le soglie fissate dalla comunità europea; progetti che anticipano l’adeguamento dei sistemi di tutela ambientale a norme non ancora in vigore nella Comunità Europea, per l’efficienza energetica, per la realizzazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, per le attività di riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti speciali di origine industriale e commerciale.
Un’occasione ghiotta da sfruttare per chi crede nel rilancio del Mezzogiorno. Considerata l’importanza dell’investimento minimo richiesto, il Contratto di Sviluppo si pone anche come uno dei principali strumenti di politica industriale dedicato agli investimenti strategici ed innovativi; la precedente finestra del Contratto di Sviluppo ha permesso la realizzazione di 36 programmi di investimento strategico, di cui l’80% concentrato nelle Regioni di Convergenza, con un investimento di 1,44 miliardi e circa 25mila posti di lavoro tutelati/creati. La Campania ha registrato interventi per oltre 240 milioni di Euro prevalentemente nel settore industriale, in particolare quello aerospaziale.
Uno strumento utile alle imprese anche in considerazione che il progetto d’investimento può essere presentato da una o più aziende che si uniscono attraverso un contratto di rete così come è rilevante la possibilità di inserire all’interno del progetto uno o più programmi di ricerca, sviluppo ed innovazione.
La procedura è semplice: l’impresa proponente attraverso la piattaforma di Invitalia scarica la documentazione utile alla preparazione della domanda; il 12 giugno occorre registrarsi all’area dedicata ed una volta ottenute le credenziali e la delega alla presentazione della domanda si può accedere allo spazio on-line per la compilazione dei quadri relativi al progetto d’investimento. Il sistema genera il documento finale che deve essere firmato digitalmente dall’impresa proponente e nei casi di rete d’imprese da tutti i partecipanti al progetto, e infine si procede all’inoltro della domanda di ammissione.
Per rilanciare l’economia e l’occupazione del Mezzogiorno occorre, da un lato, che la politica sviluppi strumenti di sostegno all’imprenditorialità attraverso agevolazioni finanziarie e contestuale riduzione della burocrazia; dall’altro occorre che gli imprenditori riescano ad intercettare le risorse stanziate anche dall’Unione Europea con la presentazione e la realizzazione di progetti d’investimento ben strutturati e di lungo raggio.
Tabelle incentivi
*Studio Viviano&Partners
antonio@vivianoepartners.com
Via M. Pagano n°168 - Roccapiemonte
Tel. 345 599 07 36
Contratti di Sviluppo: nuove opportunità per la Campania Glocal di Ernesto Pappalardo
La laurea? Non basta
22/09/2017
Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.
di P. Coccorese
ed E. Pappalardo
Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare. [Continua]
Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
07/07/2017
Lo scenario.
Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]
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