I numeri dell'economia
I dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro
In Campania “caccia” a 200 sarti
Tra le professioni di difficile reperimento spicca la richiesta di diplomati con la qualifica di tecnici di industria tessile. Su 980 assunzioni previste nel 2014, oltre il 21% (210) non si riescono ad individuare sul mercato del lavoro.
di Mario Gallo
Se in Lombardia è forte la richiesta di ingegneri elettronici, in Piemonte ci sono buone opportunità per i laureati in scienze dell’informazione e nel Lazio mancano gli accompagnatori turistici, in Campania risultano di difficile reperimento coloro che esercitano la professione di sarto. Queste alcune delle evidenze risultanti dalla mappa del lavoro stilata dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e diffusa in occasione di Job&Orienta, il Salone nazionale sull’Orientamento, Scuola, Formazione e Lavoro che si è svolto nei giorni scorsi.
Nel 2014 imprese italiane “a caccia” di oltre 60mila profili lavorativi.
Circa il 10% delle assunzioni stagionali e non stagionali complessive programmate dalle imprese italiane nel 2014 (61mila su 613mila) risultano di difficile reperimento, un dato in leggera diminuzione rispetto a quanto segnalato da Excelsior per il 2013 (-1,2%). Da tener presente che l’anno scorso le assunzioni complessive (stagionali e non stagionali) sono state circa 50mila in meno rispetto all’anno in corso, mentre i profili di difficile reperimento per le aziende sono stati 63.150.
In Campania “mancano” più di 200 sarti.
Tra le professioni di difficile reperimento per gap di competenze, in Campania spicca la richiesta di diplomati con la qualifica di tecnici di industria tessile, confezione, tintoria e disegno tessuti per la professione di sarto. Sulle 980 assunzioni previste in regione nel corso del 2014, oltre il 21% (210) risultano non facili da reperire sul mercato del lavoro. Nel caso specifico il Sistema Excelsior segnala quale canale di ricerca prevalente del lavoratore la conoscenza diretta e la segnalazione dello stesso. Il profilo più ricercato in Campania si aggiunge ai pochi, per la verità, che in campo nazionale vengono ricercati tra i diplomati. Si segnalano, in particolare, la mancanza di Periti edili (110 su 120 da assumere) e di Scenotecnici (290 su 320) in Veneto e quella di Periti aeronautici (330 su 360) nel Lazio, regione in cui buone possibilità esistono anche per coloro in possesso di diploma di Tecnico commerciale indirizzo amministrativo per svolgere la professione di Commesso di banco (1.040 mancanti su 3.630 assunzioni previste), ma anche per addetti all’assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze (profilo che rientra tra gli accompagnatori turistici) con 330 posti disponibili sui complessivi 360 previsti. Tornando al Sud si segnala la “penuria” di Periti tecnico meccanici in Puglia (250 posti disponibili su 560).
Professioni dei laureati: la Lombardia ne cerca di più.
Relativamente alla ricerca di profili lavorativi per i laureati è la Lombardia quella che registra la più elevata quota di assunzioni difficoltose. Molte, infatti, risultano le possibilità, in particolare, per gli Ingegneri informatici, ricercati dalle aziende lombarde per svolgere la professione di Esperto software (210 da coprire su 530), di Analista programmatore (300 su 930), di Programmatore informatico (650 su 3.300) e di Progettista di software (150 su 940). Sempre nella regione lombarda altre opportunità vengono offerte per i laureati in Scienze economico-aziendali, del marketing e dell'amministrazione per la professione di Esperto di gestione aziendale (150 posti da coprire su 580) e per quelli con diploma di laurea in Professioni dell'assistenza sanitaria, infermieristiche, ostetricia per la copertura di 370 posti da Infermiere sui complessivi 3.300 previsti nel 2014. Per quanto riguarda gli indirizzi di laurea più difficili da reperire si segnalano quello in Musicologia e spettacolo ricercato in Veneto per coprire 140 posti sui 300 richiesti per la professione prevalente di Cantante lirico e quello in Scienze della comunicazione per 130 posti su 280 per svolgere la professione di Responsabile iniziative promozionali in Piemonte. E, ancora, “corpose” difficoltàsono presenti in Lombardia per ricercare 490 specializzati in Ingegneria meccanica e navale per la professione di progettista meccanico e nel Lazio per coprire 610 posti di programmatore informatico per specializzati in Ingegneria informatica.
(Fonte: Com. St. Unioncamere/20.11.14)
In Campania buone possibilità di lavoro per i sartiGlocal di Ernesto Pappalardo
La laurea? Non basta
22/09/2017
Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.
di P. Coccorese
ed E. Pappalardo
Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare. [Continua]
Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
07/07/2017
Lo scenario.
Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]
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