L'intervista
L’intervista/Le criticità da affrontare per rilanciare il sistema produttivoPetrosino: “Accelerare la spesa dei fondi Ue” Tra le priorità della presidente dei giovani di Confindustria Campania anche la “mappatura” della pressione fiscale a livello regionale e locale
Nunzia Petrosino, eletta da qualche settimana al vertice del Gruppo Giovani di Confindustria Campania, analizza la difficile crisi economica e produttiva che investe il Mezzogiorno e la Campania ed indica un pacchetto di proposte alla base delle iniziative che intende promuovere nei prossimi mesi. “Dall’inizio della crisi - dice a salernoeconomy.it - abbiamo perso importanti centri produttivi e non sono più operative, purtroppo, diverse piccole e medie imprese in tutte le aree della regione, dimezzando l’attività di alcuni settori, perdendo inesorabilmente quanto costruito in vari decenni”. “A pagare il conto - continua - non solo gli imprenditori, ma centinaia di migliaia di cittadini che hanno perso la propria occupazione e di giovani che continuano a non trovarla, alimentando un clima sociale di sfiducia. Un clima che non consente di incentivare percorsi di ripresa, ma che – anzi – favorisce l’espansione di zone grigie, terreno fertile per l’illegalità”. In questo contesto, quali sono i problemi da affrontare subito? “La pressione fiscale, i costi dell’energia, dei trasporti, delle comunicazioni, i ritardi nella realizzazione di infrastrutture materiali e nell’attivazione della banda larga, le carenze qualitative del capitale umano, la mancanza di un piano di sviluppo del territorio sono fattori che incidono sulla competitività. Preliminarmente, però, si ravvisa la necessità di recuperare una programmazione di medio termine capace di avviare - almeno avviare - il superamento di questi gap e di aprire finalmente gli orizzonti della crescita”. Ma c’è un ambito di intervento all’interno del quale bisogna agire immediatamente? “E’ certamente predominante l’accelerazione della spesa effettiva dei Fondi Europei. In questo ambito di riferimento è – a nostro avviso – importante avere la possibilità di partecipare più attivamente al monitoraggio dei percorsi non solo di programmazione, ma anche di spesa dei fondi Ue. Anche attraverso nuovi e snelli organismi operativi – task force a costo zero, per intenderci - finalizzati specificamente all’accelerazione della cantierizzazione dei progetti ed all’immissione di nuova liquidità nel tessuto economico e produttivo campano”. Altra questione aperta resta quella della pressione fiscale complessiva. Che cosa ne pensa? “Riteniamo fondamentale lavorare alla definizione di una mappatura della fiscalità regionale e locale che faccia emergere le soglie di pressione raggiunte – che sono insostenibili – puntando a stabilire un perimetro invalicabile. Riprendendo le parole del Presidente Squinzi nel discorso tenuto all’assemblea di Confindustria Avellino qualche settimana fa: il livello di tassazione attuale è moralmente inaccettabile. Come anche è assolutamente necessario continuare ad impegnarsi sulla messa a punto di meccanismi di finanziamento delle imprese alternativi al circuito tradizionale del credito, rafforzando nel contempo il sistema delle garanzie per accelerare i finanziamenti a supporto di internazionalizzazione e innovazione dei processi e prodotti”. Sul versante più strettamente operativo del sistema confindustriale come vi state orientando? “Noi dal canto nostro ci stiamo impegnando al massimo come singole imprese e come Confindustria. Abbiamo rafforzato le nostre strutture per fornire alle nostre imprese maggiori servizi a supporto dell’internazionalizzazione. Salde le relazioni sindacali con cui si stanno gestendo gravissime emergenze di questo periodo, convinti come non mai di condividere con le organizzazioni sindacali un ruolo fondamentale nel favorire la coesione sociale. Continui i tavoli di confronto con scuole e Università per la creazione di una relazione stabile con le imprese del territorio che ne attingono capitale umano qualificato, oltre che fucine di innovazione continua per i propri processi e i propri prodotti. Innovazione, però, non solo come processo aziendale, ma anche come fattore culturale che ci impegniamo quotidianamente a promuovere nella società, a diffondere tra i giovani, rafforzando il messaggio di fiducia che propaghiamo e che così si riflette in noi stessi”.
Mario Gallo
Nunzia PetrosinoGlocal di Ernesto Pappalardo
La laurea? Non basta
22/09/2017
Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione Salerno) venerdì 15 settembre 2017.
di P. Coccorese
ed E. Pappalardo
Se tre indizi fanno una prova, allora è il caso di convincersi una volta e per tutte che la provincia di Salerno di sicuro non è “adatta” ai laureati. Per la verità, non si tratta di una constatazione particolarmente nuova, ma mettere in fila numeri e percentuali che confermano una triste verità fa sempre un po’ impressione. Primo indizio: solo l’8 per cento dei laureati è previsto in entrata nel mercato del lavoro salernitano (fonte: Sistema Informativo Excelsior/Unioncamere/Ministero del Lavoro) nell’ultimo periodo monitorato (agosto-ottobre 2017) in relazione ai contratti che le imprese del settore privato – industria e servizi – hanno dichiarato di volere attivare. [Continua]
Campania. La ripresa c’è, ma ancora lontani dalla pre-crisi
07/07/2017
Lo scenario.
Lo stato di salute dell’economia campana nel 2016 ha mostrato segnali di miglioramento, ma non tali da allentare le preoccupazioni - nel breve e medio periodo – dal punto di vista reddituale ed occupazionale. Secondo diversi fonti analitiche la “ripresina” si è basata su una lieve espansione della domanda interna – che ha rilanciato in maniera disomogenea i consumi – e dell’export (prioritariamente incentrato sul segmento farmaceutico ed in seconda battuta sull’agroalimentare). Il dato che, comunque, fotografa la reale dimensione della situazione si sintetizza nel ritardo ancora ben consolidato del Pil rispetto al periodo pre-crisi (2007). Nel 2016 il prodotto interno lordo campano accusa ancora un -16% in relazione al Pil registrato dieci anni fa. [Continua]
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