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  • Green Style di Mario Gallo

    Il cambiamento dell’approccio alla dieta si riflette sul comportamento tra gli scaffali. Frutta e verdura conquistano la tavola Indagine Coldiretti. Nel 2016 il consumo pro capite sfiorerà i 320 chilogrammi. La spesa raggiunge i 98,55 euro al mese per famiglia, sorpassa quella per la carne e diventa la prima voce del budget alimentare. Il 37% dei millennials propende di più per gli acquisti di ortofrutta.

    Il cambiamento degli stili di vita e la maggiore attenzione ad un approccio salutistico alla dieta alimentare si riflettono sulle dinamiche di acquisto delle famiglie. La Coldiretti evidenzia una vera e propria svolta “con i consumi di frutta e verdura - è scritto in una nota - che hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona”. L’analisi della Coldiretti - presentata al “Macfrut”, la rassegna internazionale dell’ortofrutta di Rimini - stima che “nel 2016 il consumo procapite di frutta e verdura sfiorerà i 320 chili a testa”. La spesa per frutta e verdura “raggiunge i 98,55 euro al mese per famiglia, sorpassa quella per la carne ed è diventata la prima voce del budget alimentare delle famiglie con una rivoluzione epocale per le tavole nazionali che non era mai avvenuta in questo secolo”.  [continua]




    Lo speciale

    Sorge spontaneo l’interrogativo circa le ragioni della scarsa utilizzazione dell’Abf. Arbitrato bancario, soluzione sottovalutata “Occorre una maggiore spinta alla conoscenza delle potenzialità risolutive legate a questa tipologia di strumento in grado di dirimere controversie tra  clienti e banche o intermediari finanziari con procedura stragiudiziale”.

    Avvocato Rosa Maria Landi
    di Rosa Maria Landi*
     
    L’arbitro bancario e finanziario  è un sistema di risoluzione dei contrasti  tra  clienti e le banche o gli intermediari finanziari che consiste nell’attivazione della procedura stragiudiziale ogni qualvolta vi sia un contenzioso di importo fino a 100.000 euro se relativo a somme di danaro ovvero senza limiti di valore se riguarda l’accertamento di  diritti, obblighi e facoltà.
    L’arbitro bancario si articola territorialmente in tre  Collegi a livello nazionale che decidono  i ricorsi in base al domicilio dei clienti: Milano (per i clienti che hanno il domicilio in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto); Roma (competente per i clienti che hanno il domicilio in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna,Toscana, Umbria, oppure in uno Stato estero);  Napoli (per i clienti che hanno il domicilio in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia).  
    *Avvocato/Esperta in Diritto Commerciale

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    Lo speciale 2

    Il bando Isi 2016. La compilazione delle domande tra il 10 novembre e il 20 gennaio 2017.
     
    Agricoltura, 45 milioni per la sicurezza delle Mpmi Il finanziamento – sostenuto da Inail e Ministero del Lavoro - è destinato agli investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore e il miglioramento del rendimento e della sostenibilità delle aziende.

    Gaetano Longobardi (www.contributipmi.it)
    di Gaetano Longobardi*
     
    Gli ultimi rilevamenti relativi alle dinamiche economiche nel Mezzogiorno segnalano la grande vitalità del comparto agricolo. Al suo interno emerge con chiarezza la crescita delle imprese giovanili a testimonianza della riscoperta delle potenzialità che il settore primario non ha ancora espresso in termini di redditualità e produzione di ricchezza, oltre che, naturalmente, di occupazione. Un’analisi della Coldiretti/Ixe’ spiega che “tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più contento di prima”. La scelta di diventare imprenditore agricolo è, peraltro, apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici. A caratterizzare le imprese giovanili del settore è anche l’ampio ricorso all’innovazione di processo e di prodotto.
    *Fondatore ed Amministratore del sito www.contributipmi.it
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    I numeri dell'economia

    Studio Mister Credit-Crif sui flussi dei finanziamenti nei primi cinque mesi del 2016.  Prestiti, rata media di 362 euro Un terzo degli italiani ha almeno un credito attivo. Il debito residuo pro capite è pari all’importo di € 34.253. Le regioni nelle quali i cittadini ogni mese devono fare fronte al rimborso più consistente: Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.

    Il debito pro capite pari a 34.253 euro.
    A livello nazionale il 34% del totale della popolazione maggiorenne ha almeno un contratto di credito rateale attivo e, a livello pro-capite, mensilmente rimborsa rate per un importo pari a 362 euro. Mediamente i soggetti attivi nel credito hanno un indebitamento residuo – inteso come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – pari a 34.253 euro.
    In un contesto di ripresa della domanda di prestiti e mutui da parte delle famiglie, Mister Credit - l’area di CRIF* che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori - ha realizzato uno studio strutturato e capillare sull’utilizzo del credito nei primi cinque mesi del 2016 partendo dall’analisi dei dati disponibili in Eurisc (il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie). Nello specifico, lo studio si propone di fornire periodicamente una fotografia dei principali indicatori relativi all’utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori, evidenziando le differenze a livello territoriale relativamente all’indebitamento. [continua]




    Glocal di Ernesto Pappalardo

    Lo scenario che si delinea nel breve e medio periodo per l’economia provinciale e regionale impone prioritariamente l’accelerazione delle procedure amministrative.
     
    Zes, la vera svolta possibile La Zona Economica Speciale nelle aree portuali e retro portuali di Napoli e Salerno, oltre che nel sito di Bagnoli, rappresenta il riferimento programmatico principale per lanciare una seria politica di attrazione degli investimenti.

    L’evoluzione delle dinamiche del ciclo economico impone di prendere maggiore consapevolezza dell’urgenza di mettere in campo misure importanti capaci di attivare un salto di scala prima di tutto dal punto di vista dell’incentivazione di nuovi investimenti privati. In altre parole, non si può più rimandare l’accelerazione del processo di ripartenza  del sistema produttivo agendo su più leve, ma rendendo più consistente agli occhi delle imprese le conseguenze di una politica industriale - non improvvisata – capace di “usare” bene anche la fiscalità di vantaggio (e non solo compensativa). E’ in questo contesto che inevitabilmente può acquistare particolare rilevanza l’esperimento di una Zona Economica Speciale già, peraltro, definita nel “Patto per la Campania” firmato lo scorso aprile tra Governo e Regione. La Zes - così come immaginata e finanziata ad agosto dal Cipe con 200 milioni di euro - riguarda molto da vicino la provincia di Salerno in quanto include l’area del porto e l’area retro/portuale (tutta ancora da definire, per la verità), insieme con il porto di Napoli (e l’area retro/portuale partenopea) ed il sito di Bagnoli.  [continua]




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