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    I risultati della consultazione online del Mipaaf confermano l’elevato livello di attenzione dei consumatori. In etichetta prima di tutto il luogo di origine Nelle produzioni agroalimentari si segnalano come determinanti per l’acquisto il rispetto degli standard di sicurezza e la piena conformità alle normative sul lavoro.

    Sono stati resi noti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali i risultati relativi alla consultazione pubblica online tra i cittadini sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari. La consultazione, prevista dal Piano Campolibero della Legge Competitività (decreto legge 91/2014), è finalizzata a accelerare l'attuazione della legge sull'etichettatura, in linea con le nuove norme comunitarie (previste dal regolamento UE n. 1169/2011). Ben 26.500 cittadini hanno espresso la propria opinione rispondendo ad 11 quesiti sull'importanza dell'indicazione dell'origine dei prodotti alimentari e della materia prima agricola utilizzata nella preparazione. [continua]




    Approfondimenti

    L’analisi tecnica delle dinamiche introdotte dal “Jobs Act” varato dal Governo Renzi. Risoluzione del rapporto e conciliazione volontaria Il datore di lavoro può offrire al lavoratore licenziato entro 60 giorni dal ricevimento della lettera di recesso, una somma calcolata in base alla dimensione aziendale e all’anzianità lavorativa.

    Col Jobs Act una nuova ipotesi di conciliazione volontaria
    di Antonio Viviano*

    Il D.Lgs. 23/2015 ha riscritto la disciplina sanzionatoria per i licenziamenti, individuali e collettivi, ampliando l’area della sola indennità risarcitoria (solo per gli assunti dall’8 marzo in poi). In quest’ambito si inserisce il nuovo strumento conciliativo, previsto dall’art.6, operante in caso di licenziamento illegittimo di operai, impiegati o quadri assunti con contratto a tutele crescenti. La norma istituisce una nuova ipotesi di conciliazione volontaria per la risoluzione stragiudiziale del contenzioso tra datore di lavoro e lavoratore: si tratta di uno strumento applicabile a tutti i lavoratori assunti con il contratto a tutele crescenti e volto a “evitare il giudizio”. Il tentativo di conciliazione volontaria deve essere proposto dinanzi ad una delle sedi previste dall’art. 2113, comma 4, del codice civile o presso le commissioni di conciliazione istituite dal D.Lgs. 276/2003. Ciò che della norma è interessante, e che in prospettiva ha tutte le carte in regola per essere un forte successo normativo, risiede nella possibilità data al datore di lavoro di offrire al lavoratore licenziato entro 60 giorni dal ricevimento della lettera di recesso, una somma calcolata in base alla dimensione aziendale e all’anzianità lavorativa.
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    Studio Viviano&Partners
    antonio@vivianoepartners.com [continua]




    I numeri dell'economia

    Lo studio della Svimez/Le dinamiche della “spending review” penalizzano il Mezzogiorno. Al Sud tagli più del doppio del Nord Nel 2015 il taglio della spesa pubblica in % del Pil sarà pari al 6,2% a fronte del -2,9% nelle altre regioni. Giù anche la spesa in conto capitale: -2,1% contro -0,8% con “un effetto depressivo sull’economia del Mezzogiorno e un ampliamento dei divari regionali”. 

    Spending review pił pesante al Sud rispetto al Centro-Nord
    (Er.Pa.) – Tagli alla spesa pubblica non omogenei rispetto alle aree territoriali del Paese. Anzi, con divari in termini percentuali consistenti tra Sud e Centro-Nord. “Sono gli effetti - spiega la Svimez - di una “spending review” all’italiana, poco definita e poco realizzata, che non ha interessato effettivi sprechi bensì un crollo generalizzato di investimenti pubblici e di incentivi alle imprese, mentre servirebbe trasformare gli sprechi in spesa produttiva per i servizi pubblici fortemente carenti specie nelle aree svantaggiate del Paese”.  La tesi è contenuta nel paper intitolato “Spending review e divari regionali in Italia ” di Adriano Giannola, Riccardo Padovani e Carmelo Petraglia che è in corso di pubblicazione sul numero della rivista “ Economia Pubblica – The Italian Journal of Public Economics”. Sulla base di dati della Commissione Europea e del Ministero dello Sviluppo Economico sono state analizzate le conseguenze  dei tagli operati con la “spending review ” e delle manovre governative degli ultimi anni sull’andamento dell’economia delle due macroaree (Sud e Centro-Nord).   
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    L'intervento

    Il ridisegno delle funzioni e la valorizzazione delle vocazioni culturali nella zona a Nord del comune capoluogo. “Il futuro dell’Agro nelle radici della sua storia” “E’ giunto il momento di portare a soluzione la Questione Nocerina, realizzando un sistema territoriale, su scala regionale, capace di porsi come cerniera tra Napoli e Salerno”.

    L'area collinare di Nocera Inferiore
    di Salvatore Scoppetta*

    Nel baricentro del triangolo Napoli-Avellino-Salerno si è generato un sistema multidirezionale, dove l’attuale contesto economico e produttivo rappresenta la situazione di un diffuso sviluppo, che merita maggiore attenzione e quindi più investimenti e una più equilibrata politica dei trasporti e della mobilità, anche in relazione alle opportunità di sviluppo e di crescita dell’area. Il sistema multidirezionale generato si è costruito a ridosso dell’asse autostradale A30, che rappresenta la nuova via di traffico Nord-Sud, sulla quale si innestano le appendici trasversali storiche di innervamento della nuova dorsale. I sistemi territoriali sono la base della programmazione e  della formulazione di strategie coerenti per i processi di sviluppo e di trasformazione. In regione Campania sono 45 i Sistemi territoriali di sviluppo individuati dal PTR: aree a diverse aggregazioni sovracomunali, omogenee per caratteri sociali, geografici e strategie di sviluppo. Nel nostro sistema i poli significativi del territorio sono: Nocera, Sarno, Pompei.
    *Architetto
    [continua]




    Glocal di Ernesto Pappalardo

    Si infiamma la polemica politica, ma non si intravedono programmi e strategie concreti. Per “uscire” dalla crisi? Una Regione “intelligente” Partiti e candidati alle prese con le “demagogie” e le strumentalizzazioni in vista del voto. Mancano idee chiare e condivise per rimettere in moto l’economia della Campania.

    Diventa sempre più evidente la forbice tra i problemi reali e l’approccio che gli schieramenti in campo per le elezioni regionali riservano alle varie emergenze attraverso le quali naviga da troppo tempo la Campania. Perché la Campania - al di là dei racconti strumentali che i candidati alla carica di governatore per il prossimo quinquennio si sforzano di proporre ad uso e consumo del circuito mediatico - nell’arco della legislatura regionale che si aprirà a partire dal 1° giugno si troverà di fronte ad un bivio: da un lato il dilagare della deriva (peraltro già difficilmente colmabile) rispetto alle dinamiche virtuose dell’economia di standard europeo; dall’altro il recupero di livelli di competitività accettabili per non accumulare ulteriori ritardi di crescita. Che cosa significa? Significa che nessuna delle forze politiche probabilmente destinate a prendere in mano le redini di questa regione ha la piena consapevolezza della difficoltà di una partita che dovrebbe fare tremare i polsi, piuttosto che alimentare un vortice di proclami e di polemiche che non giova realmente  a nessuno. [continua]




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