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  • I numeri dell'economia

    Le informazioni sono tratte dall’Indagine campionaria sul turismo internazionale della Banca d’Italia. Dai turisti stranieri 370 milioni I comuni nel cui perimetro si spende di più (in media al giorno): Positano (200 euro), Ravello (178), Amalfi (153), Maiori (150), Minori (148).

    Spesa media dei turisti stranieri pi¨ alta a Positano
    Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino (edizione di Salerno) domenica 2 luglio 2017.
    di P. Coccorese
    ed E. Pappalardo
    Tempo di vacanze, ma anche di valutazione della capacità attrattiva delle diverse aree territoriali della provincia di Salerno e dei conseguenti benefici in termini di redditività aziendale e di livelli occupazionali. Una delle voci più importanti del bilancio del settore dell’accoglienza è senza dubbio legato alla spesa dei turisti stranieri, “nicchia” pregiata all’interno dei più vasti flussi in entrata. Se si analizza la “top ten” dei comuni nei quali la spesa media pro-capite giornaliera dei turisti stranieri soggiornanti per motivi personali (relax, viaggi di nozze, ma non lavoro) è più alta, appare evidente il predominio della Costiera Amalfitana. [continua]




    Lo speciale

    L'aeroporto  "Costa d'Amalfi" riceverà finanziamenti per 42 milioni.
     
    Salerno nell’orbita di Capodichino I programmi della Regione e dell'Enac coincidono: Pontecagnano avrà una quota del traffico di Napoli.

    Lo scalo salernitano si integrerÓ con quello napoletano
    di Alfonso Schiavino
    L’Enac, in un recente documento, tratteggia per l'aeroporto di  Pontecagnano il seguente profilo: “Lo scalo gode di una posizione strategica rispetto alla costa campana, da sempre meta privilegiata del turismo nazionale e internazionale. Lo sviluppo è legato al ruolo dello scalo di Napoli e, in un’ottica di partenariato, potrebbe rappresentare un buon supporto per alleggerire il traffico tipicamente turistico dell’aeroporto del capoluogo campano”. [continua]




    Lo speciale 2

    Il Rapporto 2017 elaborato da Symbola e Unioncamere. La Cultura “genera” 250 mld  Il sistema produttivo (imprese, P.A. e non profit) si configura più impattante nelle province di Roma, Milano e Torino.
     

    L'industria culturale Ŕ un asset strategico per l'economia nazionale
    L’industria culturale – nel senso più esteso di un comparto particolarmente articolato – si conferma una delle directory strategiche lungo le quali si sviluppa l’economia nazionale, “uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del Made in Italy”. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo - formato da imprese, Pubbliche Amministrazioni ed aziende non profit – “genera 89,9 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale.  [continua]




    Green Style a cura di: Medicert

    Per favorire il rispetto dei diritti dei lavoratori, a partire dal contrasto al caporalato. Più etica per l'agroalimentare Stop alle aste a doppio ribasso. Mipaaf, Federdistribuzione e Anc-Conad hanno firmato un patto d'impegno.

    Il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha reso noto che lo scorso 28 giugno è stato siglato - con Federdistribuzione e Anc-Conad - un patto di impegno “per promuovere attraverso un codice etico pratiche commerciali leali lungo l'intera filiera agroalimentare".  [continua]




    Glocal di Ernesto Pappalardo

    Le occasioni derivanti dai numeri positivi dei flussi di visitatori rintracciabili sul territorio salernitano. Gioco di squadra, do you know? Per incrementare l’attrattività turistica manca ancora l’integrazione “industrializzata” delle offerte dei diversi comprensori che compongono l’area provinciale.

    L’analisi che pubblichiamo sul numero di questa settimana della nostra newsletter – elaborata con il Prof. Paolo Coccorese – in merito ai flussi di turisti stranieri in provincia di Salerno, consente di riprendere alcune riflessioni che (sebbene risultino generalmente condivise) da troppo tempo non vengono, poi, tradotte in iniziative efficaci dal sistema economico locale. In premessa va, in ogni caso, sottolineato il ruolo crescente del capoluogo che, però, ancora non si è dato un “profilo” turistico ben definito, capace di andare oltre quello di “snodo” logistico tra le due Costiere (Amalfitana e Cilentana).  [continua]




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